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mercoledì, 15 novembre 2006


QUANDO FREQUENTAVO LA QUINTA ELEMENTARE.

Quando frequentavo la quinta elementare era il 1986. Ho ricordi sbiaditi di quel periodo, anche perchè a undici anni la tua vita è abbastanza uguale a sè stessa ogni giorno della settimana: tutte le mattine dal lunedì al sabato a scuola (ma io restavo lì fino alle 16), Bim Bum Bam al pomeriggio, La famiglia Addams subito dopo e Happy days subito dopo ancora; anche il fine settimana non si discostava dalla routine, anche perchè a 11 anni non pretendi certo di uscire a divertirti. E quindi il sabato sera si mangiava la pizza fatta in casa da mamma (mezza teglia era solo per me) e la domenica si stava a pranzo con i nonni, mangiando regolarmente pasta al forno, pollo con patate e pastarelle (comincio a capire perchè da ragazzino ero un ciccione ).

Quando frequentavo la quinta elementare ascoltavo distrattamente Madonna, gli Spandau Ballet e avevo consumato la cassetta di The Final Countdown degli Europe, cercando di imparare la memorabile introduzione di tastiera sulla mia poco memorabile tastiera Antonelli.

Quando frequentavo la quinta elementare compravo Topolino tutte le settimane, e la domenica ascoltavo "Tutto il calcio minuto per minuto" giocando in cortile con gli amici del palazzo fino alle 18, quando ci riunivamo a casa di qualcuno per guardare i gol a "90° minuto".

Quando frequentavo la quinta elementare la Roma battè il Milan a San Siro con un gol di Roberto Pruzzo. Ho dovuto aspettare vent'anni per rivivere la stessa emozione. E non ho neanche visto la partita, ma non m'interessa, la gioia che ho sentito non è certo inferiore a quella che avrei provato stando davanti alla televisione. Anche se non ero lì con gli occhi, non ho pensato ad altro per tutta la serata.

In molti un giorno racconteranno di essere saltati sulla fredda poltroncina dello stadio Meazza e aver abbracciato gli altri tifosi giallorossi, altri racconteranno di essersi rotolati sul divano di casa insieme ai propri amici. Io racconterò di aver tolto la suoneria al cellulare, dopo aver appreso tramite sms del pareggio dei rossoneri, per la paura di ricevere brutte notizie, consapevole del fatto che "a Milano finisce sempre male"; racconterò di quando ho sentito squillare il telefono della pulzella e in cuor mio sapevo che era mia madre che chiamava per dirmi il risultato finale.

Ma ancora oggi non sono in grado di raccontare (e forse, inconsciamente, non VOGLIO raccontare) cosa ho provato nel sentire le sue parole: "Abbiamo vinto 2-1, due gol di Totti".

Scusate, sarò pure un egoista, ma quella sensazione la tengo per me.

Postato da: jeremyspoken a 15:25 | link | commenti (2) |

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