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AGGIORNAMENTO AL POST PRECEDENTE.
"Tendinopatia rotulea sinistra", questo il verdetto della visita ortopedica di un'ora fa.
E quindi per un bel pò niente capoeira (vabbè, le lezioni erano quasi finite però qualche roda me la sarei fatta), niente jogging (e questo mi scoccia parecchio) e niente tennis (proprio ora che avevo ripreso a giocare abbastanza spesso).
Mi è stato invece consigliato il nuoto: per carità, bellissimo e nobilissimo sport, solo che le piscine hanno il difettuccio di costare un bel pò di più dei corsi di capoeira.
Oltre a ciò, terapia a base di compresse, pomate, laser e ultrasuoni.
Pacchetto completo, come usano dire quelli delle agenzie di viaggi.
Porcalaputtanatroia, come uso dire io.
Ah, vi racconto questo piccolo aneddoto riguardo la visita; il dottore mi ha chiesto che attività sportiva praticassi e io ho risposto: "Vado a correre due volte alla settimana e faccio capoeira, una specie di arte marziale, non so se la conosce..."
Lui: "Come no, quella brasiliana !"
Io: "Ah, la conosce !"
Lui, sorridente: "Certo, ho molti pazienti tra i capoeristi".
Ripensandoci mi sorge un dubbio: non è che le palestre dei corsi di capoeira prendono la stecca dagli ortopedici ?
BOLLETTINO MEDICO.
Ematoma al fianco destro. Abrasioni sul braccio. Bruciature sulle spalle.
Non sono i postumi di una trasferta contro venti tifosi avversari che mi hanno circondato e io ho valorosamente sconfitto (anche se mi sarebbe piaciuto).
Non sono le conseguenze di uno scontro con le forze dell'ordine ad una manifestazione per difendere qualsiasi cosa (non le faccio più da tempo, ormai ho finito la scuola).
Non sono il risultato di una travolgente notte di sesso in cui io e la persona speciale ci siamo rotolati e avvinghiati ovunque, partendo dalle scale e finendo attaccati al lampadario (credo che entrambi preferiremmo una partita a trivial pursuit a tutto ciò).
No.
Sono i segni rimasti sul mio corpo dopo il mio primo batizado di capoeira: due giorni a fare lezioni con maestri brasiliani sotto un sole che faceva molto Bahia, però non c'era l'oceano in cui tuffarsi. Peccato.
Però ho reso la prima graduazione di capoerista e mi hanno dato anche l'apelido: Pato Donald (il nome brasiliano di Paperino, ndj). D'altronde lo dico sempre che la pigrizia è un ideale.
Ora mi sto facendo le pere di voltaren e ho addosso tutta la stanchezza di questi due giorni, e me starei tanto volentieri a letto a drogarmi di film e playstation, ma a quanto pare i docenti del master non possono venire a farmi lezione a casa.
Sfaticati.
MEGLIO TARDI CHE MAI.
Ci sono momenti che ormai pensavo di non poter più rivivere.
Non perchè sia un pessimista, intendiamoci (oddio, lo sono stato, in verità), ma perchè pensavo di essere un pò troppo avanti con l'età per poter riprovare certe sensazioni (che poi c'ho 31 anni, mica 50); sapete quelle cose che si provano quando si è adolescenti, quel certo non so che capace di farti fluttuare, capace di non farti sentire la terra sotto i piedi ?
Quella cosa che ti fa sorridere anche quando chiedi al portiere di un palazzo dov'è il tabaccaio più vicino e quello ti guarda come per dire "ma che c'avrà da ride questo ?" .
Ecco, quella cosa lì, quella cosa che è capace di farti sragionare e di farti pensare solo a una persona per tutto il tempo.
E il bello è che tutto ciò è associato a una sensazione di libertà, di spazio, di positivo straniamento.
E tutto ciò mi dà l'occasione per scrivere una frase che non so se sia stata mai detta da qualcuno, ma che a me sembra appropriata: "La più grande conquista per un uomo è quella di crescere e maturare con l'animo di un ragazzo".
Eeeehhhh...
buonsensonm in "POTREBBE ESSERE PEG...
buonsensonm in "POTREBBE ESSERE PEG...