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CHINGHE CONGHE.
L'ho scritto così prendendo spunto dalla conversazione che un'anziana signora stava sostendendo al cellulare prima di entrare al cinema: "Ahò ciao, sto pè entrà ar cinema, te richiamo dopo...me vado a vedè Chinghe Conghe".
Ma bando alle ciance e parliamo del film.
Premetto che le tre ore di durata non mi hanno affatto pesato, anzi sono scivolate via abbastanza in fretta, ma l'ultima opera di Peter Jackson mi ha lasciato dentro una sensazione come di..finzione, ecco.
Tutto troppo perfetto, troppo preciso, troppo particolareggiato e soprattutto troppo digitale.
E pensare che il fascino del King Kong del '33 stava proprio nelle movenze meccaniche del gorilla, meno fluide ma paradossalmente più autentiche.
Ma a voi sembra possibile che una creatura alta non so quanti metri e pesante non so quanti quintali si muova con la stessa agilità di Barishnikov ?
E vi sembra possibile che sempre questa creatura si metta a scivolare su un lago ghiacciato in Central Park senza sfondarlo, anzi tenendo amorevolmente in mano la sua bella le cui giunture non hanno affatto risentito di tutti gli strapazzamenti subiti nelle zampe dello scimmione nell'Isola del Teschio ?
Mah...sarà che forse mi aspettavo troppo, ma questo film mi ha un pò deluso: impeccabile la confezione, ma povero il contenuto.
Peccato che all'uscita non abbia incontrato l'anziana signora, sarei stato curioso di sentire un suo commento.
IO vs LEI, DOMENICA SCORSA, 21.40 (più o meno, non porto l'orologio, abbiate pazienza...)
Chiaramente quella che seguirà è una sintesi, sono le fasi salienti, come dicevano i giornalisti che curavano i servizi delle partite che facevano a 90 minuto quando c'era ancora Paolo Valenti.
IO: Ciao.
LEI: Ciao.
IO: Carina la casa. E' proprio come te, ti rispecchia in pieno.
LEI: Cioè ?
IO (con ironia e anche una punta di disprezzo): Essenziale, pratica, concreta.
LEI (coglie l'ironia ma non la punta di disprezzo): Ah...grazie.
IO: Posso fumare ?
LEI: No, a meno che tu non vada accanto alla finestra stando bene attento a buttare il fumo fuori di casa.
IO (ridendo): Cacacazzi come sempre, eh ?
LEI ride e basta.
(...)
LEI: Vedi, io sono consapevole del fatto che tu mi stessi dando tutto. Ma il tutto che mi davi non mi bastava più. Tu alla fine sei sempre rimasto uno studente, io per forza di cose sono cresciuta, ho dovuto cercarmi un lavoro, e ora che ho trovato quello che mi piace sono felice e finalmente posso permettermi una casa mia.
IO: Sì, in effetti è la stata la diversità delle rispettive esigenze che ci ha diviso. Tu sei diventata molto, troppo di più di una fidanzata, quasi una seconda madre. Io invece cercavo una fidanzata e basta. E di conseguenza mi comportavo da semplice fidanzato, quando invece a te serviva qualcosa di più, diciamo un padre.
(...)E fino a qui tutto tranquillo, conversazione cordiale con birra, qualche frecciatina ma era prevedibile. Il brutto viene adesso.(...)
LEI (altezzosa): Sai, anche uscendo con gli altri mi accorgo di come siano cambiate le cose. Ora si parla di lavoro, di mettere su casa, e invece ricordo che tu con loro parlavi di quanto fosse bello o brutto quel disco e del nome da dare al vostro gruppo.
IO non parlo più e mi limito a pensare. E penso che anche lei è diventata come tutte le persone che compatisco da quando ho realizzato che per resistere in questo tipo di mondo non devi adeguarti a lui, ma creartene uno tutto tuo in cui coltivare i tuoi sogni, le tue passioni.
Un mondo a parte, dal quale uscire solo per adempiere a quei doveri lavorativi che purtroppo devi assolvere se vuoi mangiare.
Perchè l'unico sistema per resistere al cosiddetto "mondo reale" è metterglielo nel culo.
E invece lei si è adeguata. Ha scelto questa via, ed è felice così.
Ma ai miei occhi di sognatore, lei ha semplicemente iniziato a vivere un morire.
PS. la frase "vivere un morire" purtroppo non l'ho scritta io (anche se avrei voluto) ma appartiene ai Baustelle.
L'ANGOLO DEL CRITICO .
Dato che non andavo al cinema da un bel pò ho pensato di recuperare guardandomi due film negli ultimi due giorni.
Lunedì sera "The Interpreter" al Tiziano, ieri pomeriggio "Kiss Kiss Bang Bang" all'Eurcine.
Sarò puntiglioso, esaustivo, particolareggiato, approfondito e anche un pò cinico e baro.
The Interpreter fa veramente schifo.
Kiss Kiss Bang Bang è molto divertente.
In fin dei conti scrivere di cinema non è poi così complicato, però in effetti è faticoso.
OGGI.
Questo sarà sempre un giorno speciale.
Negli ultimi sei anni ero abituato a festeggiarlo con un'altra persona, perchè oggi era il nostro giorno.
Diversi mesi fa abbiamo deciso che il nostro tempo insieme era finito proprio perchè non riuscivamo più a trascorrere dei giorni speciali, ma solo giornate di normale routine.
Ma questo non sarà mai un giorno normale.
Tra uno, cinque o dieci anni, con chiunque mi troverò, oggi tu mi mancherai sempre.
buonsensonm in "POTREBBE ESSERE PEG...
buonsensonm in "POTREBBE ESSERE PEG...