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26 NOVEMBRE.
L'ho appena saputo su uno dei forum in cui scrivo e sono andato subito a controllare sul loro sito.
Il 26 novembre i Baustelle suoneranno al Circolo degli Artisti.
Raramente mi era capitato di attendere in modo così frenetico l'esibizione di un gruppo, ma da quando li ho ascoltati la prima volta ho capito che questi ragazzi sono speciali, per le cose che dicono e per come le dicono.
Appena l'ho saputo ho telefonato ad un amico (quello che me li ha fatti conoscere) e la sua reazione è stata più o meno questa: "Andiamo e prendiamo tutti i biglietti...cheppalle, mancano ancora due mesi. Che notizia che m'hai dato Dà, grazie."
Credo che passerò questi due mesi ad ascoltare ininterrottamente i loro dischi, il cui fascino credo sia nel fatto che sono libri aperti, appassionanti...certo,il fatto che parlino soprattutto di cinema e sesso aiuta molto, ma non è solo questo...
Loro sono uno dei pochi gruppi che riesce a farmi immaginare le loro canzoni, a farmele vivere come se fossero un film; quando ascolto "La canzone del riformatorio", o "Love affair", riesco nitidamente a vedere le scene descritte avvenire davanti ai mei occhi. Uno dei pochi gruppi che è riuscito a farmi appassionare ai suoi testi, che avevo sempre considerato come un elemento secondario rispetto alla musica. E non è una cosa da poco.
Iniziamo il conto alla rovescia, và...
LA FABBRICA DI CIOCCOLATO
Scordatevi la precedente versione con Gene Wilder nei panni di Willy Wonka.
Qui è tutto più eccessivo, cinico, grottesco ed esagerato, in una parola assolutamente geniale, ma d'altronde stiamo parlando di un Genio.
Le coreografie e le canzoni degli Oompa Loompa fanno già parte della Storia del Cinema.
Tutto è grandioso, le scenografie, le citazioni, il mefistofelico Johnny Depp...
Grazie ancora Tim. Per questo e per tutti i tuoi film (anche se Planet of the apes potevi risparmiartelo).
VECCHIO, DIRANNO CHE SEI VECCHIO...
Dico io, ma a trent'anni si può stare con un asciugamano in testa a fare le inalazioni di fiori di camomilla raccolti personalmente dalla nonna di Giacomo ?
In realtà trattandosi di Giacomo pensavo (e speravo) si trattasse di una copertura, che i fiori fossero il travestimento di qualcosa di meglio, ma sono dieci minuti che inalo e sembra proprio camomilla...peccato.
Cmq resta il fatto che bastano un raffreddore e un mal di gola a ridurmi uno straccio.
Che significa ?
Mi sto inesorabilmente avviando verso il decadimento fisico ?
E' già ora di iscriversi al torneo di briscola del bar sotto casa (primo premio: una cassetta di vino. Quasi quasi...) oppure di passare i pomeriggi al circolo bocciofilo ?
Mah.
Solo una cosa è certa: sul nostro pianeta c'è un'invasione di giari (vedi post sotto, ndr) e quel che è peggio sembra che l'epicentro sia l'ufficio in cui lavoro.
Salvatemi.
Dialogo tra me e Giacomo, il mio compagno di stanza a proposito di una tizia che avevamo visto in ufficio (premessa: Giacomo è di Ancona).
G: "Oh, certo che quella là è proprio un GIARO."
Io: "Cos'è che è ???"
G: "Un giaro...un mostro...com'è che dite voi qui a Roma ?"
Io: "Una cozza ?
G: "Ma va ? Oh, 'na cozza...figo !"
E poi dicono che negli ambienti di lavoro non si impara niente di nuovo.
WHILE MY GUITAR GENTLY WEEPS part II.
Sono giunto a una conclusione fondamentale: Wild horses è una canzone assassina.
Nel senso che suonandola si uccidono le note della chitarra.
Pochi minuti fa infatti, durante una brillante esecuzione della suddetta canzone da parte del sottoscritto, il SI ha cessato di esistere.
Mi consola pensarlo in compagnia del povero MI cantino deceduto due giorni fa; loro ora sono in un mondo migliore, avranno conosciuto la Stratocaster bianca uccisa dal fuoco di Hendrix a Monterey nel 1967 e staranno conversando con le decine di chitarre distrutte da Pete Townshend prima e Kurt Cobain poi.
Probabilmente esiste un paradiso degli strumenti musicali e loro ora sono lì, a riposare e probabilmente a pensare perchè non sono capitate sulla chitarra di Paco de Lucia o su quella di Eric Clapton, che senz'altro sarebbero stati più gentili con loro.
E io invece devo restare qui a incazzarmi perchè non posso suonare senza una corda e non posso sostituirla dato che è domenica e i negozi di strumenti musicali sono chiusi.
Una cosa però è certa: Wild horses la riprenderò in un secondo tempo.
Allora, se uno prima mi dice: "Non voglio farti cambiare idea sulle tue scelte, voglio solo esprimerti il mio punto di vista" e poi mi tiene un'ora a sindacare sul fatto che la mia scelta sia stata sbagliata, che sarebbe stato più giusto fare in un altro modo, non sta cercando di inculcarmi a forza la sua opinione ?
Cristo padre, quante discussioni inutili su questa faccenda in cui sembra che la fine del gruppo sia stata colpa mia.
Non è stata colpa mia, è stata la logica conseguenza della stupidità di un'altra persona.
E basta, aricristo. E' finita, punto.
Confrontarsi con gli altri è costruttivo, rompere i coglioni al sottoscritto no.
WHILE MY GUITAR GENTLY WEEPS
Suonare la chitarra è veramente distensivo, non mi stancherei mai.
Peccato solo che il MI cantino abbia deciso di abbandonarmi durante Wild Horses, ma riuscirò a farne a meno.
Forza, partiamo con il coro: "Wiiillld horseeees, couldn't drag me awaaayyy...wiiilld, wiiillld horseees, we'll rid'em some day..."
E ho trovato anche un bel pò di siti con spartiti e accordi...devo solo aspettare che il mio talento si risvegli.
A quanto pare dorme mooooolto profondamente...
SONO UN RAGAZZO DI STRADAAA...
Ieri sera ho assistito al concerto di Tonino Carotone, quel tizio spagnolo che qualche anno fa si guadagnò una certa notorietà con la cover di "Ragazzo di strada" accompagnato da un video in cui fingeva amplessi con bambole gonfiabili.
Bè, è stato spettacolare.
Lui è una vera icona trash, una specie di Fred Buscaglione tamarro, con giacca di pelle di lucertola, cappello nero con treccine, baffetti da sparviero e camicia aperta a lasciare intravedere il pelo che corredava una pancia da alcolista.
Ha cominciato quasi sobrio e ha finito ubriaco, riproponendo a modo suo anche successi nostrani come "Tu vuò fa l'americano", "Sapore di sale" e "Sono tremendo", mentre la sua corista ha cantato "Parole parole parole" di Mina.
A dispetto dei suoi 40 anni il nostro eroe si contorceva, si inginocchiava e si arrampicava sulle transenne, ormai padrone della folla adorante in preda a un'estasi collettiva, in una performance che ha ricordato le gesta di Mick Jagger, Jim Morrison e Freddie Mercury.
Menzione d'onore per gli Arpioni, ottima ska band bergamasca che prima ci ha intrattenuto (suonando anche una superba cover di "Stalingrado" degli Stormy Six) e poi ha fornito l'accompagnamento musicale al grande Tonino.
buonsensonm in "POTREBBE ESSERE PEG...
buonsensonm in "POTREBBE ESSERE PEG...